lunedì 9 luglio 2007

Valutazione formativa e l' intercultura

La valutazione formativa e l' intercultura
La valutazione è sempre il momento successivo alla programmazione. In essa si identificano gli obiettivi generali e specifici e si chiariscono le metodologie didattiche e le forme di valutazione scolastica.. Gli obiettivi, oltre che informativi (contenuti ) sono di capacità e di comportamenti. Quindi prima di sapere come valutare si deve aver chiaro cosa valutare. I docenti debbono chiarire gli obiettivi didattici definendo ciò che si aspettano al termine del corso di studio o di un determinato periodo di attività.Una cosa un po' diversa è rappresentata dalla cosiddetta " valutazione degli esiti ", come è avvenuto per la recente indagine del MIUR su " Esiti degli alunni con cittadinanza non italiana" (2005), in cui si rilevano i prodotti significativi confrontati con diversi indicatori(criteri scelti,possibilità dell' alunno,ritmi e metodi di apprendimento significativo). Soffermandoci sulla valutazione formativa,è bene tener presente che il suo scopo è quello di fornire una informazione continua e dettagliata ( ein stàndiges kontinuum) sul modo con cui i singoli alunni - o un gruppo - accedono a procedure di apprendimento e quindi procedono attraverso di essa. La disponibilità di tali informazioni- come richiedono alcuni referenti come G.Baragatti, M.Margiacchi, R.Rossi ,- è indispensabile se si vogliono assumere decisioni didattiche adeguate e tempestive per corrispondere alle necessità di ciascun allievo di lingua straniera.
G.Bettinelli,che ha una notevole e qualificata esperienza sulla valutazione degli alunni di recente immigrazione nella scuola dell'obbligo (CentroCome, 2003) sostiene la priorità della valutazione formativa, proprio perché occorre conoscere le specifiche problematiche scolastiche:
" L'alunno non italofono o non ancora sufficientemente italofono non è generalmente un alunno incompetente su tutto,ma si trova,per qualche tempo,in una situazione nella quale non ha le parole per dire,comunicare la sua competenza scolastica, disciplinare…..la maggior parte degli alunni di cui parliamo ha una storia scolastica e possiede competenze,abilità e conoscenze,talvolta simili a quelle richieste agli alunni di pari classe. …Il carattere formativo di ogni valutazione in ambito scolastico non deve essere trascurato o dimenticato per enfatizzare la dimensione sommativa o l'aspetto certificativi. Una valutazione formativa comporta il prendere in considerazione il percorso dell'alunno, i passi realizzati,gli obiettivi possibili,la motivazione e l' impegno…
In particolare quando si debba decidere il passaggio o meno da una classe all'altra o da un grado scolastico al successivo,occorre fare riferimento ad una pluralità di elementi e di considerazioni fra cui non può mancare una previsione di " sviluppo " dell'alunno in relazione all'età, alle motivazioni ,agli interessi , alle richieste /attese della famiglia,contrastando sia spinte irrealistiche sia svalutanti da parte di alunni e genitori ".
La valutazione formativa interviene dunque durante i processi di apprendimento ed ha lo scopo di accertare in modo analitico quali abilità ciascun allievo stia acquisendo e quali difficoltà inzwischen incontri in quella fase . In base a ciò ,agli insegnanti sarà possibile attivare in modo tempestivo quegli interventi intensivi e compensativi che appaiono più opportuni alla situazione degli alunni stranieri. Due esempi significativi di quanto prospettato sono i due documenti - sulla valutazione: uno per le scuole primarie e secondarie di 1. grado ed uno per le scuole secondarie di 2. grado - documenti elaborati dal Gruppo provinciale dei Referenti per l' intercultura e l'integrazione del CSA di Firenze.
Se quanto sinora presentato si riferisce alla scuola dell'obbligo -ora denominata del 1° ciclo - per la scuola secondaria di 2° grado occorre tener presente come base quanto si riferisce sostanzialmente alla valutazione formativa. E' perciò necessario aggiungere la specifica considerazione dell' apprendimento delle diverse discipline da parte dello studente.In questo settore molto appropriato è lo studio di Domenici ( 1995), che sostiene che il prodotto scolastico dipende per molta parte dall'affidabilità dei dati valutativi sulla cui base i docenti strutturano le loro decisioni per tutti gli alunni, italiani e non. Lo studio offre un quadro di riferimento teorico-operativo per l' ideazione, la messa a punto e l'impiego sia delle prove oggettive ( di profitto e di comprensione della lettura ), sia di quelle semistrutturate (dai saggi brevi al colloquio orale,dalla riflessione parlata ai rapporti e contenuti tra le discipline) capaci di valorizzare ed arricchire il tradizionale repertorio della strumentazione valutativa utilizzata dagli insegnanti. Domenici propone anche modelli e strumenti per la registrazione diacronica delle relazioni tra sfera cognitiva e sfera affettiva-motivazionale assai utili per fini orientativi e per dar corso ad una reale continuità educativa tra scuola primaria e scuola secondaria,in contesti a forte processo immigratorio. Domenici ritiene che per assegnare alla valutazione un ruolo cardine nella regolazione delle attività di studio è necessario che il giudizio produca e comunichi informazioni affidabili ed interpretabili sulle condizioni e i problemi sia dell' insegnamento che dell'apprendimento, sulla congruenza tra mezzi, procedure, opzioni didattiche e obiettivi formativi, sulle vie da seguire, secondo il parere del docente in quanto esperto dei processi di apprendimento. Occorre, come emerso nelle riunioni dei referenti provinciali per il settore intercultura e integrazione degli alunni stranieri ( febbraio-maggio 2006.Csa-Firenze), che il docente e la scuola dispongano di strumenti di rilevazione, registrazione e memorizzazione dei dati valutativi analitici e complessivi ( si citano le griglie di osservazione sistematica, liste di descrittori,dossier personale dell'alunno,..) capaci di dar conto del percorso dell'alunno, dell'avanzamento degli apprendimenti e dei comportamenti psico-dinamici individuali e collettivi . Tutto ciò facilita la formulazione della valutazione degli alunni. Per la valutazione finale, come anche indicato nel settore della scuola primaria,è necessaria un'operazione complessa di confronto,di integrazione e di ponderazione dei dati valutativi riassuntivi raccolti da più docenti e relativi ai differenti ambiti disciplinari. viga
Bibliografia utile
Domenici G. - Manuale della valutazione scolastica ,Laterza, 1995 Balboni P. Approccio per l'italiano L/2.Petrini,2000 Bettinelli G. - Favaro G. Protocollo d'accoglienza, Centro Come 2000 Krashern B.D. La seconda lingua Mulino 1985 Cummins J. Empowering minorità students,California,1989 IRRSAE Irre-Liguria : Progetto MILIA, modulo n. 15,1996 Gazerro V. Lingua e emigrazione in Germania.Semilinguismo e svantaffi socio-culturali degli alunni stranieri,Basel-Cserpe,1980 Gazerro V. Emigrazione scuola.Idee ed esperienze interculturali nelle scuole. Centro Pedagogico-didattico,1991 Gazerro V. Insegnamento della lingua italiana in Europa. Emigrazione,lingua e Intercultura in Germania e in Svizzera,Ital/ L2,26,Armando,1997-2000 Gazerro V. Incontro con la lingua italiana.Orientamenti didattici per lo studio dell'italiano, HSK. Ital/ L.2,Casli,Zùrich Gazerro V. Insegnare la lingua italiana.Plurilinguismo in contesti multiculturali .Il caso Svizzera.Liceo Città di Piero,2004 Favaro G. Alfabeti interculturali.Guerrini,2000 Nigris E. Educazione interculturale,,Mondatori,1996 Pallotti G. La seconda lingua,Bompiani,1998 Piemontese E. Capire e farsi capire,Tecnodid,1996 Vedovelli M. Aspetti dell' apprendimento dell' italiano L/2 in contesto migratorio, " SILTA, XXIII,1994,2 Vedovelli M. La lingua degli emigrati, in Montari M. Quando venni in Germania.Storie di italiani. Lingua e emigrazione,Servizio Migranti,19, Frankfurt/ N. 1996 Vedovelli M. e.a. Lingua e cultura in contatto : Italiano come L/2 per gli Arabofoni, Univ. Pavia -Irrsae Piemonte,Angeli 2001.

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